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New York Libery

New York: un crogiuolo di razze unito da un unico accento

New York oltre ad offrire affascinanti scenografie a pellicole cinematografiche di successo, ospitare eventi e celebrità da tutto il mondo, passando dall’ Alta moda, al teatro, l’arte e la politica, ed essere ricordata per disgrazie come l’11 settembre 2001, è l’emblema del nuovo mondo, globalizzato, variegato, multietnico: un crogiuolo di razze unito da un unico accento, il newyorkese.

Cos’è il Newyorkese?

Quella dell’accento è una questione sorta sin dalla nascita dei primi comuni. Cinta murarie e successivamente confini non esattamente definiti da barriere architettoniche, hanno consentito di circoscrivere ad aree delimitate, cadenze linguistiche ed espressioni idiomatiche, associando così il dialetto alla provenienza dell’individuo. La Grande Mela ha subito certamente le influenze di una società poliglotta, dando vita ad un meltingpot da cui è poi originato il Newyorkese. Un amalgama d’irlandese, tedesco, ebreo ed italiano, al quale si sono aggiunte sfumature ispaniche, africane e caraibiche. Così come in ogni altra città, Stato o regione del mondo quindi, anche i cittadini di New York si distinguono per il proprio accento, grazie al quale sono in grado di riconoscersi all’istante. Il cosiddetto “slang” può dunque essere considerato uno dei principali fattori di appartenenza al luogo, in grado cioè, di consentire agli abitanti di una delle più note metropoli esistenti, di sentirsi parte di un’ unica grande famiglia. Eppure sono ancora in molti a sostenere che rispetto agli altri accenti americani, quello della città che non dorme mai, sia il più brutto ed il più invalidante. Avrebbe infatti ridotto l’incidenza dei locali, sul mercato del lavoro. New York rimane comunque una delle mete più sognate e senz’altro non manca il lusso; prova a vedere il tipi di appartamento disponibili a New York per esempio qui: http://www.prestigeinternational.it/sedi/new_york/.

Grezzo e categorico

Il vero newyorkese parla poco ed arriva subito al sodo, utilizzando quasi sempre un tono di voce intenso, rude. Lo scopo è quello di esternare sicurezza, apparendo diretti, se non addirittura inamovibili dalle proprie posizioni. Le parole generalmente sono pronunciate in maniera rilassata, un pò all’italiana. Alcuni addirittura sostengono che avere familiarità con i dialetti italiani, potrebbe facilitare l’interpretazione di alcune terminologie particolarmente in uso, soprattutto nei quartieri ad elevata concentrazione italo-americana come Brooklyn e Staten Island.

New York strada

La fonetica

Non che a Nuova York l’inglese universale non venga compreso o utilizzato (anzi, è consigliabile ampliare il proprio vocabolario in tal senso per avere qualche chance di comunicare), tuttavia alcune espressioni gergali sono divenute un must, e sicuramente conoscerle potrà aiutare un turista a prendere maggiore confidenza con la città ed i suoi autoctoni. Tra le “regole” del newyorkese ci sono certamente quella delle consonanti e delle abbreviazioni. Ecco alcuni esempi:
● Th diventa “d”
● Le consonanti che chiudono la parola non vengono pronunciate: es. la g e la r (raramente in “going” ed “here” “ si percepisce il suono dell’ultima consonante)
● Laddove vi siano doppie o “er” alla fine del termine, la “a” diviene preponderante: es. “better” si pronuncia “betta”
● “Traying to” e “a lot of” sono più comunemente conosciute come “traina” e “lotta”
● Alcuni tempi verbali vengono sostituiti con brevi esclamazioni: es. “to be+going to” o “Want to” diventano “Gonna” e “Wanna”.

Le espressioni gergali più utilizzate nella Grande Mela

Oltre all’accento prodotto dal suono e quindi, dalla pronuncia delle singole parole, vi sono ulteriori modi dire ormai considerati complementari alla conoscenza della città.

Do me a solid: letteralmente “fammi una cosa solida” a New York significa esclusivamente “ fammi un favore”.

Stand on line: gli americani sono abituati ad attendere ordinatamente in fila. Mentre in Inghilterra e nella maggior parte degli States, per indicare l’atto dello “stare in fila” si utilizza generalmente l’espressione “stand in line”, a New York un attento ascoltatore saprà che “stand on line” è l’unico modo giusto.

Out in left field: totalmente dissociata dal significato originario, si ricorre a quest’ espressione per indicare una persona bizzarra, stravagante.